Martedì, 28 Febbraio 2017 12:31

Accesso civico “generalizzato”

Accesso civico “generalizzato” concernente dati e documenti ulteriori

E' consentito a dati e documenti detenuti dalla P.A. ulteriori rispetto a quelli oggetto di obbligo di pubblicazione, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la partecipazione degli interessati all'attività amministrativa e favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche. E' esercitabile da chiunque, senza limitazioni in merito alla legittimazione soggettiva e non dev'essere motivato.

Le nuove disposizioni contenute nel D. Lgs 33/13, integrato dal D. Lgs 97/16, prevedono che siano attivati i principi dettati dall’accesso civico generalizzato (c.d. “Freedom of Information Act - FOIA)” ma, dall’altro lato, non abrogano o modificano il diritto di accesso come disciplinato dalla legge n.241/1990.

Il diritto di accesso civico tradizionale permane come obbligo di garantire la pubblicità delle informazioni previste dalla normativa che devono essere pubblicate sulla pagina web denominata “Amministrazione Trasparente” del sito internet dell’Azienda Usl della Romagna.

L’Istituto dell’accesso civico generalizzato: i limiti

I limiti all’esercizio dell’accesso civico generalizzato sono fissati dal legislatore. Tali limiti sono dettati, da un lato, per la tutela di interessi pubblici e, dall’altro, per evitare pregiudizi ad interessi privati.

Gli interessi pubblici che giustificano il rigetto della domanda di accesso civico sono i seguenti:

  • la sicurezza pubblica e l'ordine pubblico;
  • la sicurezza nazionale;
  • la difesa e le questioni militari; le relazioni internazionali;
  • la politica e la stabilità finanziaria ed economica dello Stato;
  • la conduzione di indagini sui reati e il loro perseguimento;
  • il regolare svolgimento di attività ispettive.

Gli interessi privati che devono essere tutelati con il rigetto della domanda di accesso civico sono i seguenti:

  • la protezione dei dati personali, in conformità con la disciplina legislativa in materia;
  • la libertà e la segretezza della corrispondenza;
  • gli interessi economici e commerciali di una persona fisica o giuridica, ivi compresi la proprietà intellettuale, il diritto d'autore e i segreti commerciali.

Si devono inoltre aggiungere le materie su cui esiste il segreto di stato, su cui vi sono “divieti di accesso e pubblicazione previsti dalla legge” compresi i casi in cui il suo esercizio è subordinato al rispetto di condizioni e vincoli, nonché i casi previsti dall’articolo 24, comma 1, della legge 241/1990, cioè: “per i documenti coperti da segreto di Stato ai sensi della legge 24 ottobre 1977, n. 801, e successive modificazioni, e nei casi di segreto o di divieto di divulgazione espressamente previsti dalla legge, dal regolamento governativo di cui al comma 6 e dalle pubbliche amministrazioni ai sensi del comma 2 del presente articolo; nei procedimenti tributari, per i quali restano ferme le particolari norme che li regolano; nei confronti dell'attività della pubblica amministrazione diretta all'emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione; nei procedimenti selettivi, nei confronti dei documenti amministrativi contenenti informazioni di carattere psicoattitudinale relativi a terzi”.

Viene inoltre fissato il principio per cui se nel documento vi sono solamente alcune parti interessate dal diniego del diritto di accesso, “deve essere consentito l'accesso agli altri dati o alle altre parti”.

Inoltre viene stabilito il principio per cui questi vincoli “si applicano unicamente per il periodo nel quale la protezione è giustificata in relazione alla natura del dato”.

Viene inoltre precisato che “l'accesso civico non può essere negato ove sia sufficiente fare ricorso al potere di differimento”.

Le modalità per assicurare l’esercizio del diritto di accesso civico generalizzato

rtfModulo facsimile per domanda di accesso generalizzato44.32 KB

Nelle modalità di esercizio del diritto di accesso occorre prestare particolare attenzione alla tutela dei controinteressati; sono da intendere come tali i titolari degli interessi privati. In questi casi occorre fornire agli stessi la comunicazione della presentazione di una richiesta di accesso attraverso l’invio con raccomandata a.r. o in via telematica.

Questi soggetti hanno 10 giorni di tempo dalla ricezione per presentare una “motivata opposizione”, che sospende i termini entro cui occorre dare risposta alla richiesta di accesso fino alla eventuale opposizione da parte dei controinteressati.

Le PP.AA. potranno provvedere sulla richiesta una volta che abbiano accertato che la comunicazione sia stata ricevuta.

L’istanza di accesso potrà essere presentata secondo le seguenti modalità:

  • se in possesso di una casella di posta elettronica certificata, via posta elettronica certificata all’indirizzo: , sottoscritta con firma digitale oppure sottoscritta con firma autografa e inoltrata, in tal caso, unitamente a copia di un documento di identità. L’oggetto dovrà essere esplicitato nel seguente modo: “ISTANZA DI ACCESSO CIVICO GENERALIZZATO (FOIA)”,
  • o, in alternativa, tramite FAX al seguente numero: 0541/707806, con firma autografa e copia del documento del riconoscimento;
  • o, in alternativa, tramite posta ordinaria al seguente indirizzo: Azienda USL della Romagna, via A. De Gasperi, 8, 48121 Ravenna, con firma autografa e copia di documento di riconoscimento.

La richiesta sarà successivamente smistata alla Struttura Organizzativa che detiene i dati, le informazioni o i documenti.

Il diritto di accesso civico è gratuito “salvo il rimborso del costo effettivamente sostenuto e documentato dall'amministrazione per la riproduzione su supporti materiali”.

Viene fissato il termine di 30 giorni per la conclusione del procedimento. La struttura che detiene i dati e le informazioni richieste provvederà al riscontro, con comunicazione indirizzata ai richiedenti e agli eventuali contro interessati, riscontro che deve essere motivato in caso di rifiuto, differimento o limitazione dell’accesso.

In caso di accoglimento della richiesta nonostante l’opposizione del contro interessato, l’amministrazione ne dà comunicazione al contro interessato e provvede a trasmettere al richiedente i dati o i documenti richiesti non prima di 15 giorni dalla ricezione della stessa comunicazione da parte del contro interessato.

Contro il diniego, anche parziale, della richiesta di accesso sono previste le seguenti forme di tutela:

  1. ricorso al Responsabile Anticorruzione e per la Trasparenza, che provvede entro 20 giorni. Questi deve sentire il Garante della privacy nei casi di rigetto motivato dalla esigenza di tutela della sicurezza pubblica;
  2. ricorso al TAR competente per territorio.

La disposizione prevede inoltre il diritto del contro interessato, nel caso in cui la domanda di accesso sia stata accolta, a presentare istanza di riesame al Responsabile della Prevenzione e corruzione e della Trasparenza.

Letto 2113 volte Ultima modifica il Martedì, 28 Febbraio 2017 12:53
Altro in questa categoria: « Accesso civico semplice